Walter Pichler

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Walter Pichler

Prozession mit Tragbarem Schrein, 1970

Prozession mit Tragbarem Schrein, 1970

Born 1936, Nova Ponente, Italy
† 2012, Vienna, Austria

Together with Hans Hollein and Raimund Abraham, Walter Pichler was one of the leading exponents of radical architecture in the 1960s. His projects combat the formal coldness and monotonous surfaces of modern architecture, using unusual materials to create buildings that tell a story. Pichler often associates his interest in places of worship with the creation of his sculptures and the places that host them, forging a consummate union between landscape, sculpture, and architecture.
In 1995 he was invited by the Turin City Council to present a public art project for the underground railway link. Walter Pichler’s project consists of a door that connects the city with the railway area. The structure is composed of a series of prefabricated elements in cement and is entitled Passage, given that its only function is to connect two different areas. Inside Passage, light plays a key role, and the work is indeed subtitled Lichtkäfig (Light Cage). This public project was not actually constructed but it reveals a distinctive trait of the artist’s aesthetic, namely the creation of a modular system for sculpture and architecture. Indeed for the Gutmann private collection Pichler designed a room to present this project and a version of it for the space outside. Tragbarer Schrein (Portable Shrine) is another example of how Pichler enjoys using different materials, and it also reveals the mystic element that accompanies his sculptures and installations. The piece is a portable sculpture comprising a central component in zinc, a base in dried grass, and a wooden structure to transport it, as the photos of the artist’s family show. The main section is a reliquary containing a mirror from St. Mark’s Basilica in Venice. This objet trouvé can be seen through a small hole: when viewers move closer to take a look inside, they come face to face with their own reflection. The exhibition also presents a selection of drawings devoted to the Passage project that express the artist’s more intimate, spiritual side.

Nato a Nova Ponente, Italia, nel 1936
† 2012, Vienna, Austria

Walter Pichler, insieme a Hans Hollein e Raimund Abraham, è uno degli esponenti di spicco dell’architettura radicale degli anni ‘60. I suoi progetti avversano la freddezza formale e la monotonia materica dell’architettura moderna, prediligendo materiali insoliti e lasciando gli edifici liberi di raccontare delle storie. Pichler associa spesso il suo interesse per i luoghi di culto alla realizzazione delle sue sculture, e delle dimore dove esse sono ospitate, dando così vita a una perfetta comunione tra paesaggio, scultura e architettura.
Nel 1995 l’architetto è stato invitato dalla città di Torino a presentare un progetto di arte pubblica per il Passante Ferroviario. La proposta di Walter Pichler consiste in una porta, che mette idealmente in collegamento la città e l’area del Passante. La struttura è composta da una successione di elementi prefabbricati in cemento ed è intitolata Passage, dato che si tratta di uno spazio senza destinazione d’uso, se non quella di collegare due luoghi diversi. All’interno di Passage la luce ha un ruolo importante, e infatti l’opera è sottotitolata Lichtkäfig (Gabbia di luce). Il progetto per lo spazio pubblico non è stato realizzato, ma testimonia un tratto distintivo del pensiero dell’artista, ovvero lo sviluppo di un sistema modulare per scultura e architettura. Infatti lo stesso Pichler ha progettato una stanza dedicata alla presentazione di questo progetto e una sua realizzazione per lo spazio esterno per la collezione privata Gutmann. Tragbarer Schrein (Scrigno portatile) è un secondo esempio di come Pichler ami utilizzare diversi materiali, ma rivela anche l’aspetto più mistico che accompagna la realizzazione delle sue sculture e installazioni. Si tratta di una scultura portatile, costituita da una parte centrale in zinco, una base di erba essiccata e una struttura in legno per il trasporto, come documentano le foto della famiglia dell’artista. Lo scrigno centrale è concepito come un reliquiario. Al suo interno è contenuto uno specchio proveniente dalla basilica di San Marco, a Venezia. L’objet trouvé è visibile da un piccola fessura: avvicinandosi e sbirciando all’interno, l’osservatore si trova faccia a faccia con il proprio volto.
In mostra è presente anche una selezione di disegni dedicati al progetto Passage, in cui si esprime anche il lato più intimo e spirituale dell’artista.

Image:
Prozession mit Tragbarem Schrein, 1970 (Walter Pichler and Werner Stupka). Photo: Marina Faust

Project: Soleil politique

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