RAIMUND ABRAHAM

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RAIMUND ABRAHAM

Born 1933, Linz, Austria
† 2010, Los Angeles, CA, USA
Between the late 1950s and the early 1970s, architects like Raimund Abraham, Walter Pichler, and Hans Hollein revisited the conventions of modernism, giving rise to what is commonly known as Austrian avant- garde architecture. Abraham’s creations are grounded in the basic notion of horizon, the point where sky and earth meet: his buildings embody this encounter. His work draws on utopian visions, narratives, and poetry, and his youthful imaginary architecture – drawings and models of which are shown here – ­is accompanied by brief poetic compositions that explain his architectural ideas. After working on the design for a house in 1963 with Walter Pichler, a project called House for Two Friends, Raimund Abraham began to create a series of models for houses. He saw the home as an architectural paradigm springing from the encounter between abstract forms and the landscape. The Austrian architect presented a series of houses based on archetypal shapes and solids (the square, cube, circle, sphere, dot, line, and surface) and devoted to his closest friends, most of whom were artists or architects. The designs were not constructed but represent original interpretations of human dwellings in the post-modern era. In Haus mit permanentem Schatten (House with Permanent Shade), the shade forms a protective shelter. In Haus mit Blumenwänden (House with Flower Walls), the flowers that make up the walls of the house wilt and fall to the ground, creating a connection between the lifespan of the building and the processes of disintegration that characterize the world of nature. Drawing inspiration from the billowing drapery in Botticelli’s Birth of Venus, the project Haus mit Vorhängen (House with Curtains) is devoted to the artist’s partner: Abraham imagines a house in which volumes and spaces, light and shade are constantly changing, and the wind seems to blow from inside the building. In all of these projects the distinctive elements of each design merge with the building itself.

 

Nato a Linz, Austria, nel 1933
† 2010, Los Angeles, CA, USA
Tra la fine degli anni ’50 e la prima metà degli anni ’70, architetti quali Raimund Abraham, Walter Pichler e Hans Hollein rivedono le convenzioni del modernismo per dare vita a quella che è comunemente nota come la (neo)avan-guardia architettonica austriaca.
Le creazioni di Abraham si sviluppano a partire dall’idea fondamentale di orizzonte, il punto in cui terra e cielo si incontrano e dove gli edifici danno corpo a questo incontro. L’opera dell’architetto si nutre di utopie, narrazioni e poesia. L’architettura immaginaria, elaborata da Abraham negli anni giovanili, e qui illustrata da disegni e modelli, è accompagnata da brevi componimenti poetici che spiegano la visione architettonica del loro ideatore. Stimolato dal progetto per la realizzazione di una casa, pensato nel 1963 insieme a Walter Pichler e intitolato House for Two Friends (Casa per due amici), Raimund Abraham lavora a una serie di modelli abitativi. La casa diventa così per lui un paradigma architettonico, nato dalla collisione tra forme astratte e paesaggio. L’architetto austriaco propone una serie di case basate su figure e volumi archetipici (quadrato, cubo, cerchio, sfera, punto, linea e superficie), e dedicate ai suoi amici più stretti, per lo più artisti e architetti. I progetti non vengono realizzati, ma rimangono considerazioni originarie sull’abitare umano in un’epoca postmoderna. In Haus mit permanentem Schatten (Casa con ombra permanente), l’ombra proiettata dalla parete diviene una pelle trasparente, che forma un rifugio protettivo sul terreno. In Haus mit Blumenwänden (Casa con pareti di fiori) i fiori che costituiscono i muri dell’abitazione appassiscono e cadono al suolo, legando la vita della casa al processo di disintegrazione del mondo vegetale. Ispirata ai movimenti dei panneggi del dipinto botticelliano La Nascita di Venere, Haus mit Vorhängen (Casa con tende) è dedicata alla compagna dell’artista: Abraham immagina una casa in cui pieni e vuoti, luce e ombra si alternano costantemente, e dove il vento sembra provenire dall’interno dell’edificio. In tutti questi esempi, gli elementi che caratterizzano ogni proposta diventano l’edificio stesso.

Project: Soleil politique

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