Pier Paolo Pasolini

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Pier Paolo Pasolini

Born 1922, Bologna, Italy
† 1975, Lido di Ostia, Italy

The short film Pasolini e… la forma della città, produced by RAI in the autumn of 1973 and broadcast the following year, was directed by Paolo Brunatto and not, as could have been expected, by its subject— the Italian poet, writer, director, screenwriter, playwright, and journalist Pier Paolo Pasolini. Yet it is so redolent of Pasolini’s personality and aesthetic that it looks like his own work. The documentary features a series of interviews with personalities from the Italian cultural scene, who are asked to talk about a specific work of art.
Pasolini has chosen Orte and Sabaudia, two towns that played an important role in his life. Filmed mostly by Pasolini himself, this short piece comes across as a harmonious interweave of words and pictures. He films the area around Orte, approaches the town center, and then moves to Sabaudia, where on a windswept beach he himself appears, lamenting the environmental, urban, and cultural degeneration of Italy. The conclusion sums up some of his impassioned arguments against standardization, which were published in the newspaper “Corriere della Sera.” Throughout the film, Pasolini does not address a generic audience of viewers but engages with a specific “you,” his actor friend Ninetto Davoli. Pasolini himself went on to use part of the footage in the short film Le mura di Sana’a, devoted to the capital of North Yemen, an ancient city whose history and culture were threatened by the advance of modern progress.

Nato a Bologna, Italia, nel 1922
† 1975, Lido di Ostia, Italia

La regia del cortometraggio Pasolini e… la forma della città, prodotto dalla RAI nell’autunno del 1973 e trasmesso l’anno seguente, non è del poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e giornalista italiano Pier Paolo Pasolini, bensì di Paolo Brunatto. Tuttavia, la personalità di Pasolini e gli aspetti salienti della sua poetica permeano a tal punto l’opera che egli sembra esserne l’autore. Il documentario si compone di una serie di interviste, intitolata Io e …, a personalità della cultura italiana, a cui viene chiesto di parlare di una determinata opera d’arte.
Pasolini sceglie di parlare di Orte e Sabaudia, due città che avevano un ruolo importante nella sua vita. Pasolini, che per buona parte del film tiene in mano la telecamera ed è dunque autore delle riprese, imposta La forma della città come un intreccio armonico di immagini e parole. Riprende i dintorni di Orte, si avvicina al centro della città, e, infine, arriva a Sabaudia, dove, su una spiaggia ventosa, è ritratto mentre denuncia la degenerazione ambientale, urbanistica e, quindi, culturale dell’Italia. La conclusione del cortometraggio sintetizza alcuni degli argomenti della polemica pasoliniana contro l’omologazione, come si esprimeva in quel periodo sulle pagine del “Corriere della sera”. Per tutto il film, Pasolini non si rivolge mai al generico telespettatore, ma colloquia con un “tu” specifico, ossia l’attore e amico Ninetto Davoli. Pasolini utilizzerà in seguito parte delle riprese per Le mura di Sana’a, un cortometraggio sulla capitale dello Yemen del nord, città antichissima che la modernità minaccia di distruggere.

Project: Soleil politique

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