Gianni Pettena & PIERRE BAL-BLANC

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Gianni Pettena & PIERRE BAL-BLANC

Born 1940, Bolzano, Italy
Lives and works in Fiesole, Italy
Born 1965, Ugine, France
Lives and works in Paris, France

The collaborative project Architettura “corretta” (“Correct” Architecture) proposed by the architect Gianni Pettena and the exhibition’s curator, Pierre Bal-Blanc, takes the form of a written and visual conversation. The exchange focuses on the archeology of the museum, its environment and history, by referring to a number of references as they manifest themselves concretely throughout the exhibition.
The title of the conversation is taken from a project undertaken by Pettena in 1981 (the catalog of which is presented in the exhibition) that sought to question a given space through the perspective and participation of other architects. As if the words of this “conversation in action” had become a reality, the historical or aesthetic references that are cited leave the immaterial realm to take on physical form in the exhibition space itself. The conversation gave rise not only to the exhibition of the works, but also an intervention on Museion’s ground floor glass partition walls.
The intervention comprises an enlarged projection of Marcello Piacentini’s plans for the arcades on the Piazza della Vittoria in Bolzano, a neoclassical architecture dating from the Mussolini period. The museum’s glass walls act as the kind of architectural filter elaborated in the Renaissance treatise written by Sebastiano Serlio (an edition of which is shown in the exhibition). The plans are tautologically superimposed onto the doors that filter the flow of traffic in and out of the building, which is characterized by an attempt to distance itself from the ideology of conquest in favor of transparency. In this way, the proposition raises questions concerning the legacy of the Fascist era: the reconstruction, restoration, or deconstruction of Fascist monuments and the role of the museum in such a debate.

Nato a Bolzano, Italia, nel 1940
Vive e lavora a Fiesole, Italia
Nato a Ugine, Francia, nel 1965
Vive e lavora a Parigi, Francia

L’intervento, proposto in tandem dall’artista e architetto Gianni Pettena e dal curatore della mostra Pierre Bal-Blanc, assume la forma di una conversazione epistolare e visiva. Questo scambio coinvolge l’archeologia del museo nel suo ambiente e nella sua storia, attraverso diversi riferimenti richiamati nella mostra in modo concreto.
Il titolo della conversazione è preso in prestito da un progetto realizzato da Pettena nel 1981 (il cui catalogo è presente in mostra), che esaminava uno spazio attraverso i punti di vista e gli interventi di altri architetti. Come se le parole di questa “conversazione in atti” diventassero realtà, i riferimenti estetici o storici citati abbandonano il registro immateriale per prendere corpo nello spazio. La conversazione genera l’esposizione delle opere evocate, ma anche un intervento sulle porte divisorie in vetro al piano terra di Museion: una proiezione ingrandita dei progetti di Marcello Piacentini per i portici di Piazza della Vittoria a Bolzano, architettura neoclassica radicata in epoca mussoliniana.
Le superfici in vetro del museo agiscono come il filtro architettonico, messo a punto nel Rinascimento in un trattato di Sebastiano Serlio (una copia del quale è presente in mostra). I progetti si sovrappongono alle vetrate in modo tautologico, e filtrano i flussi di circolazione dentro e fuori dall’edificio, che cerca di distaccarsi dall’ideologia conquistatrice a vantaggio della trasparenza. In questo modo la proposta affronta le questioni relative al patrimonio dell’epoca fascista: la ricostruzione, il restauro o la distruzione dei suoi monumenti, così come il ruolo del museo all’interno di questa riflessione.

Project: Soleil politique

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