Carlo Scarpa

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Carlo Scarpa

Born 1906, Venice, Italy
† 1978, Sendai, Japan

Carlo Scarpa is universally known for his restoration work and the drawings that accompanied his architectural and design projects. For the Venetian architect, drawing was a meditative act, a productive exercise, and a practical way of coming to grips with things.
Scarpa’s drawings for the restoration of the Castelvecchio Museum in Verona are a fine example of his modus operandi, revealing his creative visions and process. The restoration project began in 1956 and was completed in 1964. The architect sought to isolate and bring to light the various historical strata of the museum complex, with the idea of making the building an artefact in its own right. The drawings show how Scarpa’s architecture is based on juxtapositions of different materials, stories that interact with one another. This visual perception is highlighted by his use of color, while he engages with the sense of touch using a series of different papers to create a collage. Scarpa identified the last span of the façade of the museum building, demolished to reveal the hidden strata beneath, as the essence of the castle’s various incarnations, and this was why he chose this position for the statue of Cangrande I della Scala, symbol of the city. Fixed to a concrete base, the statue occupies the part of the building that is most steeped in history. Carlo Scarpa’s approach to display is encapsulated in this gesture of offering the sculpture to the visitor, enabling the work to be discovered gradually from different viewpoints to build up a global vision of it. The statue thus becomes a symbol of how the museum, with its new contents, is restored to the community, representing the changes in perspective leading to the reconstruction of Italian museums after the war.

Nato a Venezia, Italia, nel 1906
† Sendai, Giappone, 1978

Carlo Scarpa è universalmente noto per i suoi restauri e per i disegni che accompagnano le sue architetture e i suoi progetti di design. Per l’architetto veneziano il disegno è pensiero, riflessione produttiva e luogo di ragionamenti e confronti.
I disegni di Scarpa per il restauro del Museo di Castelvecchio, a Verona, sono l’esempio del suo modus operandi, e illustrano come il disegno possa raccontare visioni e processi creativi. Iniziato nel 1956, il restauro si conclude nel 1964. L’architetto cerca di isolare e riportare alla luce i vari strati storici del complesso museale, al fine di rendere l’edificio stesso un unico, grande reperto. I disegni mostrano come l’architettura di Scarpa sia fatta di accostamenti di materiali diversi, e di storie che entrano in dialogo tra loro. Questa percezione visiva è resa evidente dall’uso dei colori, mentre il tatto è sollecitato da una serie di carte differenti, che formano dei collage. L’ultima campata del prospetto dell’edificio museale, demolita per scoprire le stratificazioni nascoste, è identificata da Scarpa come il luogo che sintetizza i cicli di vita del complesso del castello e, per questo motivo, l’architetto vi posiziona la statua di Cangrande I della Scala, emblema del museo e simbolo della città. La statua, fissata su una base di cemento, occupa il punto più carico di storia dell’edificio. L’arte espositiva di Carlo Scarpa si sintetizza nel gesto di porgere la scultura al visitatore, favorendo una scoperta graduale dell’opera, da punti di vista vari e inediti, per consentirne una visione a tutto tondo. La statua diventa così simbolo della restituzione alla memoria collettiva di un museo rinnovato anche nei contenuti, e rappresenta il cambiamento di vedute intercorso con la ricostruzione dei musei italiani nel dopoguerra.

Project: Soleil politique

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